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lunedì 3 giugno 2013

Pensieri ed opinioni sulla Fiera Internazionale della Musica

Il F.I.M si è svolto a Villanova D'Albenga(SA) 25/26 Maggio

A cura de Il Cala

Tendenzialmente prevale la delusione, pur riconoscendo a questa prima edizione il merito di aver provato a creare un qualcosa di davvero bello e nuovo, specialmente da queste parti.

Lo spazio a disposizione è enorme e andrebbe sfruttato meglio e di più.
Ma qui arriviamo alla prima attenuante: il tempo. Sabato mattina ha piovuto di brutto e al pomeriggio si sono alternate schiarite a brevi acquazzoni. Questo non può non aver influito sulla presenza di pubblico, ma anche di espositori. La domenica però col tempo bello non è che le cose da un punto di vista dell'affluenza siano migliorate.
L'offerta a mio avviso era un po' troppo sbilanciata verso i tecnici - addetti ai lavori - musicisti, anche se, come mi hanno fatto notare persone che bazzicano i negozi, con prezzi molto poco accessibili.

Quindi troppi strumenti, ma soprattutto, e lo dico con tristezza, troppi computer, troppi software, troppi tool o salcazzo come si chiamano per produrre artificiosamente suoni che bisognerebbe creare suonando. Ma tant'è, sic transit blablablà. Bancarelle per appassionati e maniacivinilici poche e con prezzi da usura. Nulla che ti faccia venir voglia di aprire il portafoglio e mi stupisco io per primo a scriverlo, ma sono uscito a mani vuote, nonostante abbia provato in tutti i modi a convincermi che quel cd o quel vinile mi piacevano DAVVERO. L'unica cosa che sono andato a tanto così dal comprare era una specie di tavola con su una tela con stampata la copertina di Born to run; ce n'erano di tanti tipi, tutti di dischi validissimi ed alla fine quella era forse la meno riuscita, quindi l'ho mollata al suo destino, ciao quadretto con la copertina di born to run, ci rivedremo un giorno, chissà.
Altra attenuante per le bancarelle, i prezzi per avere lo spazio, anche qui cifre insostenibili al giorno d'oggi.
La musica, infine.

L'idea del filo conduttore a mio avviso era vincente, tanti gruppi, anche storici, alternati con nomi nuovi ed emergenti, che si alternano sul palco principale, grandi ritorni, insomma per gli appassionati una maratona di godimento. Peccato che il filo conduttore fosse la musica prog. E quello che penso della musica prog e che provo ascoltando la musica prog l'ho scritto qua. Però oh, problema mio davvero, voglio dire, volando con la fantasia se il tema fosse stato il rock classico o il blues mi sarei trasferito davanti a quel palco per 36 ore, lasciatemi qui, portatemi una birra ogni 45 minuti, dalla quinta birra iniziate a portarmele ogni 20 minuti, un po' di cibo e vaffanculo. Ari-sic transit ecc. ecc.

La Domenica invece mi hanno detto che verso sera han chiuso tutti gli stands e chi arrivava magari un po' prima del concerto di punta (Niccolò Fabi, vaaaaaaaaaaaaabbè) non aveva nulla da vedere e da fare se non prendersi una bella bottazza di freddo umido. Qui non so se sia stata una cosa decisa prima o una scelta degli ambulanti, certo è che il biglietto per una fiera dovrebbe comprendere La fiera, oppure dopo una certa ora paghi un biglietto ridotto per il concerto. (Niccolò Fabi, vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaabbè)
Prezzo, appunto. 15 euro, tantini.

Tantini per il periodo, specie per chi magari ci faceva un salto con famiglia; tantini anche se onestamente credo che un fan del prog li abbia spesi ben volentieri e alla fine gli siano pesati ben poco (molto meno dei miei, per esempio), contando che potevi farti una 8\10 ore di musica e della tua musica preferita. Sugli altri palchi invece offerta variabile e nei palchi all'ingresso una fastidiosa sensazione di trovarti in mezzo a più radio sintonizzate ognuna su una stazione diversa. Nel primo pomeriggio so di gruppi che di fronte ad una platea deserta hanno rinunciato a suonare.

A mio umile avviso, abbassando un po' i prezzi dell'affitto stands, si potrebbe riempire maggiormente la zona prato, quella tra i due palchi principali, magari dando spazio a realtà locali, associazioni culturali e simili, aumentando il numero degli espositori - venditori di musica, mettendo una zona abbigliamento a tema, insomma diversificare l'offerta pur restando "sul pezzo". Forse due giorni da mattina a sera sono un po' troppi, aprire al pomeriggio del sabato potrebbe bastare ed eviterebbe agli avannotti (cit.) del palco blu alle 10.45 di mortificare se stessi e il loro talento di fronte a 1 persona, magari distratta. Il tutto, ovviamente, sperando che questa venga considerata una "edizione zero" della fiera e si corra il rischio di riproporla.


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