martedì 5 marzo 2013

i genovesi Blue Beat - un tributo con stile


blue beat genova
di Alice Bevilacqua

Formazione genovese attiva dal 2008, i Blue Beat sono un quartetto di giovani musicisti che, nonostante la quasi 'tenera' età dei suoi componenti (i tre chitarristi sono nati nel 1992, la cantante nel 1993), contano già una discreta produzione di cover, arrangiamenti originali e brani inediti oltre che numerose partecipazioni a eventi di rilievo nel genovese, fino a raggiungere il primo posto nel talent show tenutosi al teatro Politeama Genovese nel 2010.A tali esperienze come gruppo, si somma inoltre la preparazione musicale dei singoli componenti, fatta di studi approfonditi e duraturi, che non passa inosservata se si ascolta la produzione musicale dei Blue Beat.

Genovese come uno dei loro massimi ispiratori, Fabrizio De André, questa band risente pesantemente dell'influenza dello stile sobrio e quasi 'intimo' del noto cantautore, e non teme affatto l'idea di riproporre direttamente brani da lui composti, ma pur partendo chiaramente da questa base ben definita, anche nella composizione di brani propri, è capace di non arrestarsi all'interno dei canoni che tale stile richiede, aggiungendo con coraggio la propria impronta. Tutto ciò rende sicuramente i Blue Beat un'interessantissima realtà che – a ragione – cerca di affermarsi all'interno della scena italiana, e che possiede certamente le caratteristiche per farlo.

Tra gli elementi interessanti presentati dalla band, spicca senza dubbio la scelta di comporre brani che comprendono per la maggior parte chitarre – acustiche e elettrica – e voce; la sezione ritmica è sottolineata in alcuni brani, come 'Il Sogno di ieri' e 'Non ti conosco', da leggere percussioni, anche se il ruolo decisivo è sempre assegnato alla chitarra acustica, sia che si tratti di delineare la melodia principale, sia che essa debba invece mantenere 'vivo' il ritmo del brano. Sebbene possa sembrare a prima vista una costruzione dei brani un po' debole e poco incisiva, le parti di chitarra denotano con chiarezza la grande attenzione che viene riservata alla composizione delle tracce: arpeggi eseguiti perfettamente si accompagnano a delicati pezzi solisti della chitarra elettrica, che non sovrasta mai i suoni degli altri strumenti e della voce. E' proprio la voce l'altra grande protagonista della musica dei Blue Beat, utilizzata come vero e proprio strumento aggiuntivo: sia il cantato femminile che quello maschile sono sviluppati ed eseguiti con cura, e garantiscono un decisivo apporto all'insieme.La voce femminile, in particolare, è capace di fraseggi articolati e ben riusciti che colpiscono l'ascoltatore fin dal primo approccio con questa musica.

All'interno di un quadro piuttosto classico, fatto di testi abbastanza ricercati e chiare influenze rock-blues e – come detto – cantautorali, i Blue Beat riescono a inserire elementi originali e personali, come si può sentire nell'interessante 'La Canzone del RE' che propone un tema affatto banale e si distingue dagli altri brani per l'andamento più cadenzato e perfettamente scandito dalle onnipresenti chitarre acustiche. La band non disdegna nemmeno l'esplorazione di 'ambienti musicali' differenti: esempio di ciò è la citata 'Il Sogno di ieri', che propone parti più marcate di chitarra elettrica che prende quasi il sopravvento, accanto a pezzi di piano e il cantato in italiano e inglese.


A conti fatti, questo quartetto genovese rappresenta da un lato un evidente tributo a personalità del passato ma non rinuncia affatto a presentare il proprio stile, fatto di contaminazioni riuscite, composizione per certi versi matura e ricercata, e indubbia passione. Sottolineando ulteriormente la componente originale e innovativa della musica, i Blue Beat possono senz'altro evolvere e raggiungere livelli di tutto rispetto. Alice Bevilacqua

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